Delfino pronto!
I ragazzi dell’associazione di colora tua vita che hanno guidato lo scorso anno la coloratissima ape in tutta Italia, in un viaggio di sensibilizzazione verso la fibrosi cistica, tornano “a piedi” nei luoghi visitati grazie ad un progetto chiamato: “trova Delfino!”.
Delfino Franzero ha 59 anni, lunga esperienza nei viaggi, ed ha trovato lo scopo perfetto per camminare 2500 km. “Seguirò la scia colorata percorsa in precedenza dallo smile tour, ma la percorrerò a ritroso. Il 12 aprile partirò da Argentera con il mio zaino (ringrazio Rosso Sport di Lesegno per il contributo datomi) e per tre mesi camminerò in solitaria, con una media circa di 300 Km a settimana fino ad arrivare a Portopalo di Capo Passero. “ “E’ un modo alternativo di aiutare questi ragazzi perché, nel mio camminare, visiterò gli ospedali di Torino, Firenze, Roma, Lamezia Terme e Palermo distribuendo materiale informativo e ritrovando persone già amiche dell’ape. Per me sarà anche un viaggio di arricchimento personale. “ “Perché mi sono proposto? Perché ho sempre pensato che la camminata, un passo dopo l’altro, deve avere un obiettivo e la fibrosi cistica condivide questo pensiero. Chi ne è affetto ha l’obiettivo, anzi il diritto, di vivere il più lungo possibile. “
Ed allora via alla caccia al tesoro…o meglio, a Trova Delfino! Il viaggio verrà documentato giorno per giorno sui canali social in modo tale da conoscere il luogo in cui si trova Delfino e monitorare il suo cammino. Coloro che riusciranno a incontrarlo durante il percorso potranno testimoniarne il passaggio facendosi un selfie insieme e chi farà una donazione all’associazione verrà ringraziato e pubblicato sulla pagina Facebook. In seguito verrà inviato un braccialetto simbolo dell’associazione per lasciare un ricordo tangibile dell’aiuto dato al progetto che colora la tua vita aiuta a finanziare.
“Gli eventuali proventi delle iniziative di carattere nazionale organizzate da colora la tua vita nel corso del 2015, verranno destinate al cofinanziamento di un progetto di ricerca nazionale sul ricondizionamento di polmone.
La pratica del ricondizionamento, da poco utilizzata anche in Italia, permette di utilizzare per il trapianto polmoni che un tempo venivano scartati in quanto non idonei. Con questa tecnica i polmoni, dopo l’espianto, vengono “rigenerati” (ovvero portati ad uno standard accettabile), e quindi trapiantati. Il ricondizionamento è ancora materia di studio e di ricerca, il nostro proposito è quello di contribuire ad affinare le tecniche e le conoscenze in modo da poter recuperare un sempre più elevato numero di polmoni con conseguente aumento di trapianti. Inutile dire che per i malati di forme severe di fibrosi cistica, il trapianto è una possibilità e un’ opportunità di miglioramento della qualità della vita assolutamente irrinunciabile”spiega Gina Allegretti Proietti, presidente lifc –lega italiana fibrosi cistica – Piemonte.
© Cinzia Grande

